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Legge elettorale: il patto a quattro vacilla, il M5S filma il voto

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       Franco Genzale

L'emendamento è infatti passato, mentre l'accordo "a quattro" uscito dalla commissione prevedeva che venisse bocciato. "Ora si vada a votare e basta". La decisione, si apprende ancora, è stata presa per dimostrare la trasparenza del M5S sulla legge elettorale e replicare, così, alle accuse del Pd di avere franchi tiratori all'interno del gruppo dopo i 66 voti mancati ieri alla Camera. Lo certifica lo stesso relatore, Emanuele Fiano (Pd), dopo una mattinata convulsa tra emendamenti che di fatto affossano la riforma e franchi tiratori smascherati da un tabellone che doveva essere oscurato e invece ha mostrato per una manciata di secondi le votazioni palesi. "Uccidete una legge elettorale che era fatta insieme per un feudo di undici seggi del Trentino". Secondo campanello d'allarme nel pomeriggio, quando è toccato, con scrutinio segreto, alle pregiudiziali di costituzionalità sul Fianum: sono state respinte con 310 voti contrari e 182 contrari. È chiaro che si tratta di un avvertimento per mettere paura a Grillo, che invece tira dritto con il blog.

Va da sé che Matteo Renzi possa persino (chi l'avrebbe mai detto...) rivendicare coerenza. Ora il M5S non otterrà la sua legge elettorale, ma alla peggio quello che verrà fuori dalla sentenza della Consulta.

Il ministro della Giustizia Orlando prova a gettare acqua sul fuoco: "Noto un eccesso di sbalzi di umore". "Non vorrei che fosse un pretesto per una drammatizzazione".

Ci si può presentare al massimo in un collegio e in un listino. "Sono impressionato dalle forze antisistema, come il M5S che esegue appena parla Napolitano".

La situazione, però, sembra ormai irrecuperabile. Ribatte il pentastellato Di Battista: il Pd sè chizofrenico ma si vada avanti. Dopo la richiesta arrivata dal M5s, il Pd si sarebbe detto disponibile a fissare a lunedì il voto finale sulla riforma elettorale. "Questa legislatura finisce oggi", aggiunge.

LA FORGIA - "Non so se è il caso di scomodare la storia - ha affermato il capogruppo di Mdp, Francesco Laforgia - ma vorrei ricordare al M5S che fu Benito Mussolini nel 1939 ad abolire il voto segreto nella Camera dei Fasci e della Corporazioni".

DI BATTISTA - "E' una follia assoluta del Pd, che sa di avere franchi tiratori su un emendamento sul Trentino Alto Adige; ce ne avrà il doppio su voto disgiunto e magari triplo sulle preferenze". È il dato scandaloso, hanno ucciso la legge. Alla fine sia Brunetta di Fi che Lorenzo Dellai del Centro democratico chiedono un rinvio in Commissione. "Chiedo di sospendere questa seduta e che la legge sia rimadata in commissione". Rialzano la testa i poltronari, quelli che vogliono solo scranni e poltrone. Giancarlo Giorgetti: "Non esiste più una maggioranza in grado di approvare una legge elettorale". Nel Pd, nonostante abbiano la maggioranza, non sono in grado di gestirla. Appresa l'intenzione dei pentastellati, il presidente della Camera, Laura Boldrini, ha fatto appello alla "responsabilità dei singoli deputati" affinché non filmino il loro voto segreto e non lo divulghino.

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