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Esteri

G7 Taormina, non c'è accordo unanime sul clima. Stati Uniti prendono tempo

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G7 a Taormina- AFP

Nella natura di vero mediatore di Paolo Gentiloni, l'esito del G7 è positivo al di là dei passi avanti sui dossier.

Invece sul clima, ha sottolineato il premier, "non si può dire che si è arrivati a un accordo e non è un argomento marginale".

Secondo Emmanuel Macron, che ha mantenuto toni più moderati, le discussioni al g7 sul clima "hanno permesso di evitare di limitare i progressi dell'accordo di Parigi o di mettere in luce disaccordi troppo profondi".

Inusuale anche la scelta del presidente Usa di rinunciare alla conferenza stampa finale del summit, in cui avrebbe potuto anche fare il punto sul primo tour all'estero durato nove giorni. Le sorprese, però, non sono finite. Con la presenza ingombrante di Donald Trump, fermo sulle sue posizioni. In questo quadro di incertezze infatti c'è sempre più bisogno di un'Europa forte, che parli con una voce sola e che sia credibile interlocutrice tra il continente americano ed il mondo Asiatico. "Abbiamo ottenuto grandi guadagni, sicurezza e prosperità per gli Stati Uniti", prosegue il marito in un lunghissimo intervento. Negli Usa, molti grandi gruppi, incluse società petrolifere come la Exxon, che Tillerson guidava prima di assumere l'incarico di Governo, sono a favore dell'Accordo di Parigi. Ne approfitto per ringraziare tutte le autorità, tutte le forze dell'ordine, diplomatici e militari. Il comunicato sottolinea anche l'opposizione a pratiche commerciali scorrette e la spinta a rimuovere le distorsioni, come il dumping, le barriere non tariffarie e i sussidi statali, una serie di elementi che sembrano puntare il dito soprattutto contro la Cina. Rimane l'impressione che del G7 di Taormina rimarrà sopratutto lo scontro, raro, osservato tra Trump e Merkel, su clima e commercio, con la cancelliera tedesca che ha rimarcato la sua insoddisfazione per l'esito delle discussioni. Delle dinamiche europee sappiamo tutto, gli altri paesi hanno politiche diverse, ad esempio il Canada, il Giappone, gli Stati Uniti. I sette leader dei Paesi più industrializzati che oggi rappresentano il 32% del Pil mondiale (15 anni fa era il 65%) avendo discusso della situazione in Siria, Libia e Corea del Nord hanno ribadito l'impegno comune per la pace, e sottoscritto una dichiarazione contro il terrorismo che va contrastato in collaborazione con i Paesi del Medio Oriente e i gestori dei social media. E' importante per il momento in cui avviene. Un focus a cui l'Italia teneva particolarmente, a cui è stato dedicato buona parte di questa mattina è quello sull'Africa. Al termine del G7 il presidente americano si recherà a Sigonella per salutare truppe e personale, ma non incontrerà i media. Ha detto il presidente del Consiglio: "La sfida dell'Africa ha trovato un interesse di tutti i leader, a partire dal Presidente Trump".

Ma gia' nella giornata di ieri si era capito che le chance erano quasi nulle. Discussione che non si è limitata solo al clima. "Anche su questo tema si è trovato un punto di convergenza anche nel comunicato finale di Taormina." .

Come specificato dal presidente del Consiglio, il G7 ha deciso di adottare una 'road map' per la parità di genere, rilanciando ancora una volta la battaglia per i diritti delle donne. Abbiamo adottato un piano d'azione per l'innovazione della formazione professionale e, nell'ambito della sessione con l'Africa, un programma di scambio e di formazione di giovani imprenditori africani.

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