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Lega Nord, cosa succede fra Matteo Salvini, Roberto Maroni e Umberto Bossi

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Berlusconi

Se domenica 14 maggio i militanti della Lega, nelle primarie del Carroccio, dovessero riconfermare la fiducia al segretario uscente, dunque, anche Bergamin entrerebbe a far parte dell'organismo che guida le scelte del partito su scala nazionale. Per la seconda volta nella loro storia, i militanti del partito della Lega scelgono il segretario. Diversamente da quelle del Pd, possono votare solo i "Soci ordinari militanti" (Som) con almeno un anno di anzianità al 31 dicembre scorso che contribuiscono concretamente alle attività politiche del movimento, a differenza dei "Soci ordinari sostenitori" (Sos). Sono le seconde elezioni primarie per eleggere il segretario del partito, dopo quelle che nel 2013 portarono alla nomina di Matteo Salvini. "Se qualcuno rimpiange la politica delle gite ad Arcore per chiedere lumi sulle alleanze, beh... io non sono fra questi", ha affermato Salvini, garantendo comunque che con il leader di Fi "ci vedremo presto". Quale strada intraprenderà oggi il Carroccio con le primarie? La supremazia di Salvini è messa in gioco dallo sfidante Gianni Fava, assessore lombardo dell'agricoltura. Contemporaneamente non si è verificato lo "sfondamento al sud" di Noi con Salvini, mentre i sondaggi mostrano che ormai da molti mesi il partito ha rallentato o arrestato la sua crescita. E nemmeno il segretario nazionale della Lega Lombarda Paolo Grimoldi, altro esponente considerato non proprio un salviniano di ferro, tiene la bocca cucita, mentre un big come Giancarlo Giorgetti è stato indicato da Salvini come candidato indipendente nel suo listino. "L'alternativa, e' tornare al 3%". Certo, preferiamo un maggioritario con cui si veda chi ha vinto e in cui non vincano tutti.

E Maroni? Il governatore non ha rivelato il suo voto ma ha detto che la svolta lepenista della Lega è stata "una parentesi". Fava dice di essere l'ultimo dei seguaci di Umberto Bossi e ripete spesso gli slogan che Bossi usava negli anni Novanta: "Non siamo né di destra né di sinistra, ma al di sopra, al Nord". Più che l'Europa e Bruxelles, il suo avversario è ancora Roma: "Io resto convinto che Roma sia la più avanzata capitale del Nord Africa".

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