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Salute

Vorrei dare gratis a tuttiil mio test anti-cancro

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Al Corriere della Sera ha raccontato: "con questo sistema sono state scoperte cellule tumorali nel sangue di cinque pazienti a rischio, fumatori affetti da broncopatia, ben prima che il cancro al polmone fosse visibile". E' per questo che la scoperta dell'oncologa Patrizia Paterlini ha davvero dell'incredibile.

"Da circa un anno e mezzo è a disposizione il test Iset (Isolation by Size of Tumor Cells) per l'individuazione delle cellule tumorali nel sangue. Non abbiamo milioni di dollari a disposizione per il marketing, avanziamo solo con i risultati scientifici e quindi ci vuole tempo". Tali stime - precisa il rapporto - vanno prese con cautela perché si riferiscono a dati che partono dalle casistiche dei Registri Tumori italiani che, in alcune aree come il Centro Italia, coprono appena il 12% del territorio. "Una diagnosi di tumore possiede un fortissimo impatto emotivo sulle persone: lo psiconcologo aiuta il paziente e la sua famiglia ad affrontare un tale trauma interiore, ad adattarsi ai cambiamenti che la malattia impone, ad accettare il percorso di cura e la nuova condizione - spiega Elena Samorì, dottoressa che svolge il ruolo di psiconcologa presso l'unità operativa di oncologia di Faenza - "Siamo abituati a vedere lo psicologo come un professionista che affronta le problematiche mentali di individui fisicamente sani: lo psiconcologo, viceversa, affronta le esigenze di soggetti mentalmente sani ma fisicamente malati, sebbene tale patologia presenti forti ripercussioni a livello emotivo. E' difficile dire al pubblico di ripeterlo ogni sei mesi quando non è rimborsati". "Sensibilità e specificità del test - assicura Paterlini-Bréchot - sono ormai convalidate da circa 60 pubblicazioni indipendenti".

Ma quanti sono, oggi, gli italiani che vivono dopo una diagnosi di tumore?; Quanti pazienti oncologici guariranno dalla malattia?; Quanti sono i pazienti già guariti dalla malattia? "Testerei tutta la popolazione gratis ma non posso, è terribile". Al suo insorgere, infatti, il cancro è mostruoso sì, ma malato, informe e fragile, a volte in stato comatoso. Se ne è andata così, con dolcezza e discrezione. Dormo tre o quattro ore a notte, non di più.

E la ricerca continua: "Oggi il test indica se ci sono cellule tumorali nel sangue e a quel punto bisogna poi cercare l'organo coinvolto con i soliti esami (radiografie, tac)".

Insieme alla sua équipe ha messo a punto un macchinario che permette di individuare le prime cellule tumorali nel sangue, quando ancora non hanno formato una massa riscontrabile dalle radiografie o dalla risonanza magnetica; grazie a questa macchina basterebbe un banalissimo esame del sangue per prevedere l'incombere di cellule tumorali nel nostro organismo. Lavoriamo perché il test in futuro ci dica subito quale organo curare o sorvegliare, e risparmieremo altro tempo prezioso.

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