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Tap, respinto ricorso Regione Puglia

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Il Comune di Ossi darà battaglia al Tar contro la cava

Nei giorni scorsi il Tar aveva sospeso l'efficacia della nota, ma ora ha respinto il ricorso. Da una parte il Tar del Lazio, dall'altra la Regione Puglia di Michele Emiliano e al centro il gasdotto Tap, i cui lavori nel Salento sono iniziati tra la fine di marzo e i primi di aprile tra le proteste della popolazione (e gli scontri con le forze dell'ordine). Vittoria dunque per il ministero presieduto da Gian Luca Galletti, che ha dunque avuto la meglio sulla questione della prescrizione A44 imposta al Tap, non condivisa dalla difesa di Mariano Alterio, legale della Regione protagonista del ricorso.

La società Tap aveva inoltre evidenziato che il periculum in mora paventato dalla Regione era ormai stato superato, considerato che "a oggi le attività di espianto degli ulivi sono quasi concluse" e che nel cantiere Melendugno erano presenti "12 ulivi già zollati che sono in una situazione precaria e necessitano di una messa in sicurezza, sia per evitare il rischio di caduta in caso di vento, sia per garantirne la migliore conservazione in salute". "E' ingiusto che la Tap approdi in una delle spiagge più belle d'Europa e che si debbano costruire chilometri di gasdotto sotto il maggiore giardino di ulivi d'Italia". La seconda, strettamente connessa con la prima, è che sebbene la Regione Puglia sia indicata nello stesso decreto "come Ente vigilante, non può escludersi che il Ministero rimanga titolare di una facoltà di controllo".

Per il TAR il ricorso della Regione Puglia "si rivela infondato nel merito", considerata la "strategicità" dell'opera "di preminente interesse per lo Stato".

(Teleborsa) - Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha respinto il ricorso della Regione Puglia contro il ministero dell'Ambiente per i lavori di costruzione del Gasdotto Tap-Trans Adriatic Pipeline (TAP) di Melendugno.

"La verifica finale di ottemperanza alle prescrizioni contenute nel decreto ministeriale del 2014 che ha definito positivamente la valutazione di impatto ambientale" compete al Ministero dell'Ambiente, si legge infatti nella sentenza.

Al centro della controversia ci sono 211 piante di ulivo.

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