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Salute

Sentenza riconosce che il cellulare ha provocato un tumore al cervello

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Tribunale di Ivrea: usare male il cellulare può provocare il tumore. Ecco la sentenza storica COMMENTA  

Questa la decisione del Tribunale di Ivrea, annunciata dagli avvocati Renato Ambrosio e Stefano Bertone, dello studio legale torinese Ambrosio e Commodo: "Per la prima volta una sentenza riconosce un nesso tra l'uso scorretto del cellulare e lo sviluppo di un tumore al cervello". "Ma in questo caso va detto che visto che il paziente si è ammalato di un tumore molto raro, il neurinoma, c'è una forte probabilità che l'aver utilizzato così tanto il cellulare abbia provocato il cancro". E adesso l'Inail è stato condannato a pagare a un dipendente Telecom la rendita perpetua per il danno sul lavoro.

L'utilizzo prolungato e continuativo del cellulare, usato senza auricolari né vivavoce, è stato riconosciuto dal giudice di Ivrea Laura Fadda come possibile causa dell'insorgenza di un tumore. "È, dunque, importante riflettere sul problema e adottare le giuste contromisure". "Il fatto che i tribunali italiani riconoscano la causa oncogena insita nei campi elettromagnetici generati dai cellulari - sottolinea l'avvocato Bertone - è il segno del continuo avanzamento delle conoscenze scientifiche". "Non voglio demonizzare l'uso del telefonino, ma credo sia giusto farne un uso consapevole", ha affermato l'interessato.

Un "gran numero di studi sono stati condotti negli ultimi vent'anni per capire se l'uso del telefonino rappresenta un rischio potenziale per la salute umana". La diffusione capillare dei cellulari non può però essere ignorata: anche se non è chiaro il meccanismo attraverso il quale le frequenze dei cellulari potrebbero causare gravi malattie come il cancro, la prudenza impone comunque di eseguire studi epidemiologici che possano evidenziare l'associazione tra il loro uso e la malattia.

"Ad ogni ora di conversazione al telefono cellulare - spiegano gli avvocati - uomini, donne e bambini sono esposti a un crescente rischio di sviluppare tumori alla testa". Da una parte c'è che reputa il cellulare poco dannoso per l'organismo umano, dall'altra c'è chi ammonisce per una campagna di sensibilizzazione maggiore.

Roberto Romeo conclude: "E' una grossa vittoria per me e per tutti coloro che devono essere informati sull'uso corretto del cellulare. - facendo notare - Ora sappiamo tutti che siamo stati esposti all'amianto, ma mica tutti abbiamo preso l'asbestosi".

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