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Gasdotto Tap, Tar respinge ricorso Puglia: via libera a espianto ulivi

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Espianto di alberi di ulivo

Al via i lavori dell'espianto degli ulivi nel Salento per la costruzione del gasdotto Tap, il Tar del Lazio ha infatti respinto il ricorso della Regione Puglia.

E' arrivata a 24 ore dalla discussione la sentenza del Tar Lazio che consente a Tap di riprendere gli espianti degli ulivi nel cantiere di Melendugno. Il ricorso della Regione, rappresentata e difesa dall'avvocato Mariano Alterio, è stato respinto con una sentenza emessa dopo la Camera di Consiglio del Tar che si è riunita il 19 aprile.

M5S: "Tar Lazio conferma le enormi responsabilità della Regione Puglia" - "La sentenza del TAR Lazio conferma purtroppo ciò che già avevamo compreso da tempo: le responsabilità della Regione Puglia sull'avanzamento del progetto TAP sono enormi" lo dichiara il consigliere regionale salentino del M5S Antonio Trevisi che prosegue: "Basta leggere le motivazioni della odierna sentenza del TAR Lazio per capire che la Regione Puglia sta conducendo, dai tempi di Vendola fino ad oggi, solo una finta guerra contro il gasdotto TAP". Sebbene la Regione Puglia sia indicata nel decreto "come Ente vigilante, non può escludersi che il Ministero dell'Ambiente, della tutela del territorio e del Mare rimanga titolare di una facoltà di controllo, in ordine al rispetto di quanto previsto nel decreto Via". "Di parere opposto il ministero retto da Gian Luca Galletti, secondo cui "la prescrizione è ottemperata e l'espianto autorizzato", in base a una serie di note inviate dallo stesso ministero, che rimarca la propria "competenza finale esclusiva" in materia di Valutazione di impatto ambientale".

I giudici amministrativi hanno inoltre evidenziato come di recente "due articolazioni della stessa Regione Puglia (il Servizio fitosanitario e la Sezione provinciale del Dipartimento agricoltura) hanno concesso a Tap l'autorizzazione all'espianto di 211 piante di ulivo". Altri 31 alberi sono già espiantati e sistemati in vasi rimasti nel cantiere, mentre 12, sempre sistemati in vasi, si trovano in un deposito a Melendugno.

"Gli interventi di espianto, cominciati il 17 marzo, erano stati fermati con decreto cautelare del Tar il 6 aprile, nel pieno delle manifestazioni di protesta di attivisti, cittadini e amministratori salentini".

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