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Borsellino, ergastolo a due boss

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E' uno degli aspetti della sentenza del "Borsellino quater" che stasera a Caltanissetta ha condannato all'ergastolo due boss, a 10 anni due falsi pentiti e deciso il non luogo a procedere per il terzo, Scarantino, il 'picciotto della Guadagna', per intervenuta prescrizione.

Madonia, capomafia palermitano della cosca di San Lorenzo, sarebbe stato tra i mandanti dell'attentato.

La Corte d'Assise di Caltanissetta, presieduta da Antonio Balsamo, dopo quasi undici ore di camera di consiglio ha condannato a dieci anni di carcere i due pentiti minori che con le loro false dichiarazioni hanno mandato in carcere sette innocenti. Ergastolo per Salvuccio Madonia e Vittorio Tutino, entrambi accusati di strage. I giudici hanno dichiarato estinto per prescrizione il reato contestato a Vincenzo Scarantino pure lui imputato di calunnia. Prescritto, invece, Vincenzo Scarantino. Per questi ultimi, dopo che il verdetto di oggi passerà in giudicato, verrà avviato il processo di revisione, già chiesto dalla procura generale di Caltanissetta.

Le accuse dei falsi collaboratori di giustizia Pulci e Andriotta sono state fondamentali per le loro condanne: da qui la contestazione della calunnia. C'e' stata una combinazione di elementi che hanno favorito questo risultato infausto che non fa onore alla storia, alla giustizia, alla memoria di coloro che sono rimasti vittime della strage. Ai familiari delle parti civili costituite - congiunti del magistrato ucciso e degli uomini della scorta - sono state liquidate provvisionali immediatamente esecutive comprese tra i 100mila e i 500mila euro ciascuno. Per tale ragione, a detta del procuratore, "ci sono le prospettive per una ulteriore attività che dovrà essere svolta e verificata". "Non so se ci sarà un altro processo - ha aggiunto - ma ci sono temi che devono essere ulteriormente sviluppati e l'esito del processo offre spunti per altri approfondimenti". Va riconosciuto ai componenti della corte d'assise di aver servito il Paese - ha detto l'avvocato Fabio Repici, legale di Salvatore Borsellino -.

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