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Esteri

Testamento biologico in Italia: il voto finale alla Camera

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Viterbo- Testamento biologico- Melissa Mongiardo e Sonia Per

Il testo approvato fa riferimento anche alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, che sancisce che il consenso libero ed informato del paziente all'atto medico è considerato come un diritto fondamentale del cittadino afferente i diritti all'integrità della persona ed alla Convenzione sui Diritti umani e la biomedicina di Oviedo del 1977. "Chi ritiene un inutile "accanimento terapeutico" i trattamenti sanitari, insopportabili e lesivi della propria dignità, da ora potrà rifiutarli - ha spiegato Sartore -". Una proposta di legge per regolamentarlo è ferma da anni alla Camera e nel frattempo vi sono stati casi che hanno coinvolto l'opinione pubblica e più volte la Corte Europea dei diritti dell'uomo si è dovuta occupare delle delicatissime problematiche che coinvolgono questi aspetti bioetici e biogiuridici. Potrà inoltre, modificare il consenso in qualunque momento e nel caso in cui non sia maggiorenne o cosciente, un fiduciario o i parenti del paziente potranno rappresentarlo, prendendo una decisione al suo posto. Si intende evitare, poi, un accanimento terapeutico nei confronti del malato. Con il primo articolo si restituisce al malato la possibilità di decidere del proprio fine-vita: l'idratazione e la nutrizione artificiale vengono equiparate a normali trattamenti sanitari che il malato può rifiutarsi di ricevere. "A tal fine, è sempre garantita un'appropriata terapia del dolore, con il coinvolgimento del medico di medicina generale e l'erogazione delle cure palliative di cui alla legge 15 marzo 2010, n. 38".

Il paziente avrà il diritto di abbandonare le terapie.

Stesso discorso vale per le cliniche private, che saranno tenute a rispettare i medesimi provvedimenti.

L'esame riprende stamani in aula alla Camera.

Resterà ancora irrisolto il problema del registro nazionale delle Dat, Dichiarazioni anticipate di trattamento, secondo cui una persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso precise disposizioni, esprimere le proprie preferenze in materia di trattamenti sanitari. Più precisamente, il testo originario della legge prevede l'istituzione di registri regionali, ma le varie forze politiche hanno raggiunto un accordo sulla opportunità che venga istituito un registro a livello nazionale.

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