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Esteri

Corea del Nord, Pyongyang: "Se Stati Uniti lo vogliono andremo alla guerra"

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Corea del Nord l’armata Usa per una settimana ha viaggiato nell’altra direzione

Vi è dunque grande incertezza circa la possibilità di un sesto test nucleare nordcoreano, testimoniata dai pareri discordanti di alcuni ufficiali ufficiali sudcoreani: il colonnello Roh Jae-cheon, portavoce del Comando di Stato maggiore congiunto, citato dall'agenzia Yonhap, ha sottolineato che le attività svolte non sono "inconsuete", e dunque non lasciano necessariamente presagire l'imminenza di una nuova provocazione nordcoreana.

Pentagono non commenta su attacco preventivo - Il Pentagono non commenta le indiscrezioni della Nbc, secondo le quali gli Stati Uniti sarebbero pronti a un attacco preventivo alla Corea del Nord nel caso di imminente test nucleare da parte di Pyongyang. Alla parata sono stati mostrati anche, per la prima volta, missili balistici strategici che potrebbero essere lanciati da sottomarini, sviluppati per ospitare testate nucleari capaci di raggiungere obiettivi in ogni parte del pianeta. Una delle navi da guerra si troverebbe a meno di cinquecento chilometri da un sito usato dalla Corea del Nord per effettuare test nucleari. Da un lato missili e bombe A di Pyongyang giustificano il riarmo di Giappone e Corea e il rafforzamento militare americano nel "giardino di casa" della Cina. Ma non è stato possibile finora stabilire se si tratti di prototipi o addirittura di falsi vettori, cosa già avvenuta in passato durante le prove di forza del regime nordcoreano. "Frankenmissile", li hanno sopranominati gli esperti, riferendosi in particolare ad un modello mai visto prima, che potrebbe essere l'ICBM con raggio intercontinentale a cui il leader Kim Jong-un ambisce da tempo. "Chiediamo a tutti di astenersi dal provocarsi e minacciarsi a vicenda con azioni e parole e di non lasciare che la situazione raggiunga uno stadio irreversibile e non più gestibile", ha aggiunto Wang.

È la scelta tattica di Washington di non dedicare troppa attenzione alle provocazioni di Kim Jong-un. Una scelta giustificata ufficialmente con la scarsità di passeggeri, ma che, in questo scenario, alimenta le paure.

In un'intervista all'Associated Press il Ministro degli Esteri nordcoreano Han Ryol ha accusato Trump d'avere una politica estera persino più aggressiva di quella di Obama ("Abbiamo fatto un confronto con le precedenti amministrazioni americane e la conclusione è che questa è più violenta e aggressiva", ha detto) e di aver instaurato "un circolo vizioso" per quanto riguarda il costante inasprirsi delle tensioni fra la Corea del Nord e gli Stati Uniti. Il Global Times si chiede oggi se la super-bomba sganciata sull'Afghanistan dagli Stati Uniti per colpire postazioni dell'Isis possa avere spaventato Pyongyang. Intanto il vice presidente americano Mike Pence passerà la Pasqua con i militari statunitensi stanziati al confine con la Corea del Nord.

R. - La Corea del Nord fa quello che altri Paesi, per esempio l'Iran, hanno cercato di fare. Pechino è l'unico alleato del regime di Kim Jong Un, anche se si oppone al suo programma nucleare (strumento usato dai nordcoreani per ostentare la loro potenza e autonomia), motivo di continue tensioni con le potenze occidentali.

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