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Camorra: pizzo, droga e corruzione. Trenta arresti nel napoletano

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Le indagini hanno permesso di delineare i nuovi assetti delinquenziali nella zona maranese con la nascita del clan Orlando cosiddetto dei Carrisi che, scalzando i residui affiliati dei gruppi Polverino e Nuvoletta o assemblandoli nei loro organigrammi, si sono impadroniti del territorio - Marano di Napoli, Quarto e comuni limitrofi - divenendone egemoni criminali e governandone le illecite attività. I destinatari dei provvedimenti di fermo, tutti ritenuti affiliati di spicco del clan camorristico degli Orlando, sono accusati a vario titolo dei reati di associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, traffico di stupefacenti e detenzione di armi da guerra. I militari hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della Dda. Documentate anche attività di condizionamento della politica: lo scorso 30 dicembre il comune di Marano è stato sciolto per infiltrazioni camorristiche.

Le indagini sono partite da quelle servite alla cattura di Antonio Orlando, ex appartenente al clan Nuvoletta latitante dal 2003.

Analoghi controlli sono stati effettuati sia per bonificare le auto che per eliminare le telecamere di videosorveglianza posizionate dai carabinieri (gli affiliati, nelle conversazioni intercettate, hanno citato testualmente "telecamere SIO" - ovvero una delle ditte autorizzate al noleggio di tali apparati alle forze dell'ordine). I particolari dell'operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il procuratore reggente di Napoli, Nunzio Fragliasso, il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, e il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Ubaldo Del Monaco. Gli Orlando avrebbero sottoposto a estorsioni anche piccoli imprenditori locali. ".la busta al Colonnello dentro al bagno gliel'ho data io.".

Gli uomini del clan secondo gli inquirenti erano in grado di importare grandi quantità di droga dalla Spagna, per rifornire le piazze di spaccio di Marano, Calvizzano e Quarto.

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