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Acqua potabile, Eni inadampiente. La Regione Basilicata sospende l'attività a Viggiano

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La Regione Basilicata sospende l'attività dell'Eni a Viggiano

A dare l'allarme sono state alcune associazioni ambientaliste lucane che hanno segnalato e documentato la possibile contaminazione da idrocarburi. Da qui la decisione, presa in riunione straordinaria, di deliberare la sospensione dell'attività del Centro Olio. Ma "a fronte di inadempienze e ritardi da parte di Eni rispetto alle prescrizioni regionali", la Giunta regionale della Basilicata ha "deliberato la sospensione di tutte le attività del Centro Olio Val d'Agri (Cova) dell'Eni" di Viggiano (Potenza) dove ogni giorno vengono lavorate decine di migliaia di barili di petrolio. L'Eni ha spiegato che "durante la chiusura proseguirà con le verifiche necessarie a rassicurare gli stakeholder sulla correttezza ed efficacia del proprio operato, l'integrità dell'impianto e la presenza di tutte le condizioni di sicurezza per lo svolgimento delle attività di esercizio".

La decisione "è stata successivamente comunicata dal presidente della Regione, Marcello Pittella ai ministri dell'Ambiente e dello Sviluppo eEconomico, Gianluca Galletti e Carlo Calenda". Era stato quindi chiesto all'Eni d intervenire contro l'eccessivo inquinamento e di bloccare tre dei quattro serbatoi all'interno del Centro Oli che non avevano doppio fondo. In particolare, da sette campioni erano stati rilevati residui di manganese, ferro e idrocarburi attribuiti a sversamenti da alcuni serbatoi del COVA che, secondo l'Arpab potrebbero essere arrivati fino agli affluenti del fiume Agri.

"Con riferimento al comunicato stampa emesso sabato sera dalla Regione Basilicata, Eni conferma di aver adempiuto a tutte le prescrizioni imposte dagli enti competenti che sono sempre stati tenuti informati sulle attività di intervento e di monitoraggio ambientale in corso", commenta la società. Cosimo Latronico (DI), sull'inquinamento legato alle attività del centro olio dell'Eni a Viggiano. "Inoltre Latronico chiede ai due esponenti del Governo nazionale se, visto che la Regione ha sciupato ingenti risorse senza ottenere sviluppo economico ed occupazione e essendosi palesate difficoltà da parte degli enti locali di dotarsi di capacità progettuale, amministrativa e tecnica per investire tali somme, non ritengano di immaginare strumenti di controllo e di verifica per garantire la finalizzazione degli impieghi".

Vero è anche che pochi giorni fa il gruppo petrolifero ha dovuto incassare un "no" alle trivellazioni al Nord, nel comune di Gattinara, in provincia di Vercelli, dove il locale consiglio comunale ha deciso, all'unanimità dei presenti, di respingere le richieste di Eni, rinnovate a partire dal 2012, per permessi di prospezioni in quel territorio della Val Sesia peraltro rinomato per i suoi vigneti.

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