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Salute

Padova aborto, donna respinta da 23 ospedali: il racconto del suo calvario

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Giulia a 41 anni tenta di abortire no di 23 ospedali la Cgil l'aiuta

"E' offensivo e inutilmente doloroso" Stremata, ma anche preoccupata per i tempi stretti che impone la legge, la 41enne si è rivolta come ultima spiaggia alla Cgil, che è riuscita a sbloccare la situazione proprio nell'ospedale di Padova, il primo che aveva negato l'intervento. "Una struttura pubblica doveva darmi garanzia dell'applicazione della normativa". Un girone infernale iniziato dall'ospedale di Padova e conclusosi dopo 23 dinieghi nello stesso nosocomio della città euganea, grazie all'interessamento della Cgil, a cui la donna si era rivolta.

Ha girato 23 ospedali per poter abortire, ma ha trovato solo obiettori.

"Ho quarantuno anni, non sono una ragazzina ma non si è mai abbastanza adulti per vivere una cosa così". Ormai il tempo incalzava, per di più eravamo a ridosso delle festività di Natale e la cosa non aiutava" - questo il racconto del suo calvario - "Dopo aver provato con tutte quelle del Padovano, ho passato a tappeto il Vicentino e il Veneziano, compreso Chioggia e Portogruaro, quindi Rovigo, Verona. Poi a gennaio la svolta, la donna ha potuto abortire poco pria dello scadere dei novanta giorni. Ho tentato anche Trieste, Bolzano.

"Mi domando che senso abbia fare una legge per dare diritto di scelta e poi non mettere nessuno nelle condizioni di farlo.Lo trovo offensivo, inutilmente doloroso", ha detto la donna.Per le senatrici del Pd Francesca Puglisi e Laura Puppato questa vicenda "conferma con grande evidenza che è necessario intervenire affinché la legge 194/78 sia attuata per davvero, così come è stato fatto nel Lazio".

Protagonista della vicenda una 41enne padovana, che per oltre 20 volte ha ricevuto una risposta negativa alle sue richieste, con motivazioni che andavano dal "sono tutti obiettori" al "si rivolga alla sua Ulss".

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