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Onida fa ricorso a tribunale Milano e a Tar del Lazio

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Onida fa ricorso a tribunale Milano e a Tar del Lazio

Onida insieme a Barbara Randazzo, docente di diritto costituzionale all'Università di Milano, ha presentato ricorso urgente innanzi al Tar del Lazio e al tribunale di Milano, impugnando il decreto per l'indizione del referendum. "L'ex presidente chiede di rimettere alla Corte Costituzionale la legge ordinaria sul referendum per il "nodo" dell" omogeneità del quesito, ma "anche ai fini della sospensione degli atti del procedimento referendario".

"Con un quesito così eterogeneo non si rispetta la libertà di voto degli elettori". "L'obiettivo è ottenere che il decreto di indizione del referendum sia portato all" esame della Consulta.

Il ricorso al Tar di Onida segue quello presentato nei giorni scorsi dai senatori Crimi (Movimento 5 stelle) e Loredana De Petris e da esponenti del Comitato liberali x il No e del Coordinamento per la democrazia costituzionale, secondo cui il quesito è fuorviante e sbilanciato verso il Sì. Una prerogativa a cui la Consulta può ricorrere "avvalendosi, anche d'ufficio dei poteri di sospensione ad essa attribuiti", si legge nel ricorso.

Secondo i ricorrenti: "la legge di revisione costituzionale approvata dal Parlamento e ora sottoposta al referendum ha oggetto e contenuti assai eterogenei, tra di loro non connessi o comunque collegati solo in via generica o indiretta, e che riflettono scelte altrettanto distinte, neppure tra loro sempre coerenti". L'elettore viene "non tanto ingannato dal quesito, ma leso nella sua libertà di voto per non potersi esprimere in modo diverso sui diversi aspetti eterogenei della riforma". "Poi gli altri rilievi sono molto tecnici visto che si scrive che il quesito è stato "...formulato con riferimento al titolo della legge costituzionale anziché agli articoli della Costituzione che vengono modificati".

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